Studi di Filologia italiana

 

 

Studi di filologia italiana 2015.73

Studi di Filologia italiana. “Bollettino annuale dell’Accademia della Crusca”, come da complemento di titolo.

La rivista fu fondata nel 1927 con la dicitura: “Studi di Filologia italiana. Bullettino della R. Accademia della Crusca”, per iniziativa di Michele Barbi e Pio Rajna. Dal 1958 al 1964 fu diretta da Bruno Migliorini e Gianfranco Contini, il quale la diresse poi dal 1965 al 1970; Domenico De Robertis invece dal 1971 al 2001; si susseguirono Rosanna Bettarini e, ad oggi (2017), Aldo Menichetti (clic sulla pagina informativa del sito della Casa editrice, Le Lettere).

Il periodico nacque con l’intento editoriale di accogliere (nelle parole di Rajna nella prefazione al primo numero) «ricerche complementari e supplementari, testi spicciolati di minore dimensione ed altro ancora, a cui sono da segnare come unici limiti l’intento e il metodo»: testi più agili insomma rispetto alle collane edite dall’Accademia della Crusca.

La rivista si occupò dunque, dichiarando di combinare programmaticamente consueti rigore e impostazione teorica e metodologica, di pubblicare ricerche ecdotiche nell’ambito sia della linguistica e delle sue specificità (secondo la peculiare impronta della Crusca), sia della critica testuale a testi italiani che fossero o no di natura letteraria, in un «arco temporale» che dalla produzione nei volgari giungesse ai nostri giorni.
A ciò è finalizzato in particolare entro l’Accademia il “Centro di studi di filologia italiana”, organo del quale è appunto la  rivista qui in oggetto.

(Elaboro informazioni reperite su web: clicca, clicca).

 

L’ACCADEMIA DELLA CRUSCA

sala delle pale da accademiadellacrusca.it

La Sala delle pale, da accademiadellacrusca.it

In Italia e nel mondo l’Accademia della Crusca si presenta quale uno dei principali punti di riferimento per le ricerche sulla lingua italiana.
Essa si propone, mediante i suoi centri di ricerca, di collaborare con le Università nell’attività scientifica e nella formazione di ricercatori nel campo della linguistica e della filologia italiana; di diffondere, nella società e nella scuola, sia la conoscenza storica dell’italiano, sia la coscienza critica della sua evoluzione attuale, senza dimenticare gli scambi interlinguistici del mondo contemporaneo; inoltre intende creare o partecipare ad una rete di collaborazione con le principali affini istituzioni estere e con le istituzioni governative italiane e dell’Unione Europea per promuovere una politica che sostenga il plurilinguismo del continente europeo.

Per le tappe fondamentali della storia dell’Accademia della Crusca dal 1583, si consulti l’apposita pagina sul sito (clic).

 

I FONDATORI / DIRETTORI

Michele Barbi

Barbi wikipedia

Michele Barbi, da wikipedia.it

Michele Barbi (1867-1941) fu filologo e letterato italiano. Docente universitario di letteratura italiana (anche a Messina nel 1901, incaricato), socio dell’Accademia dei Lincei e membro dell’Accademia della Crusca.
Recentemente (da C. Gulino, La nuova filologia di Michele Barbi, Flanerì, 7 aprile 2011 –clicca-) è stata sottolineata l’innovatività della sua metodologia filologica di collatio di più codici della stessa opera riguardo alla filologia italiana e dantesca. Nei primi decenni del Novecento, Barbi pubblicò un’edizione critica della Vita Nuova e Studi sul canzoniere di Dante, nell’ambito delle sue ricerche sull’origine dei canzonieri antichi; fu inoltre incaricato di curare l’edizione nazionale delle opere dantesche.
Si dedicò anche alla filologia testuale sostenendo un nuovo indirizzo metodologico che (clicca) affiancasse rispetto della tradizione manoscritta e giudizio critico in maniera inedita e originale per ogni manoscritto.
Sotto il fascismo rivestì ruoli politici nel Senato e nell’ambito della Commissione dell’educazione nazionale e della cultura popolare.

 

Pio Ràjna

piorajna ritratto liberliberit

Pio Rajna (Ritratto, da liberliber.it)

Pio Rajna (1847-1930) fu allievo di Alessandro D’Ancona (scrittore, critico letterario, politico e studioso di romanistica e delle tradizioni popolari, socio nazionale dell’Accademia dei Lincei e fondatore della Rassegna bibliografica della letteratura italiana) e di Domenico Comparetti (papirologo, epigrafista e filologo); fu a sua volta filologo, docente di letterature romanze, di lingue e letterature neolatine, e collaboratore delle principali riviste letterarie italiane del tempo, quali Nuova Antologia, Archivio storico italiano, Romania; membro dell’Accademia dei Lincei e di quella della Crusca; fu senatore dal 1922. Studioso di Dante, ne curò l’edizione critica del De vulgari eloquentia e fece parte del comitato direttivo per la pubblicazione delle Opere presso la Società Dantesca Italiana. Nei suoi Testi Critici sostenne l’applicazione alla letteratura italiana del metodo di Lachmann, o metodo stemmatico. Estese il proprio interesse all’epica cavalleresca, con studi in particolare  su Le origini dell’epopea francese e su Le fonti dell’Orlando Furioso, teso a indagare i rapporti di confronto e rielaborazione della materia epica e cavalleresca francese nel poema cavalleresco italiano.
Su Pio Rajna si vedano anche le voci sull’Enciclopedia Treccani online e sulla diffusa Wikipedia

 

Bruno Migliorini

Migliorini da wikipedia.it

Bruno Migliorini, da wikipedia.it

Bruno Migliorini (1896-1975) fu filologo, linguista, esperantista, per anni presidente dell’Accademia della Crusca. Fu allievo dei filologi Ernesto Monaci e Cesare De Lollis, fu a sua volta docente di linguistica e letterature neolatine a Pisa e a Friburgo e per lui fu istituita presso l’Università di Firenze la prima cattedra ufficiale di Storia della lingua italiana nel 1938. Fu redattore capo della Enciclopedia Italiana dal 1930 al 1933; partecipò alla redazione della rivista “La Cultura”; fondò con Giacomo Devoto la rivista “Lingua nostra” l’anno successivo; della rivista qui in oggetto fu direttore responsabile dal 1958 al 1962. Fu Presidente dell’Accademia della Crusca dal 1949 al 1963 e socio nazionale dell’Accademia dei Lincei dal 1958. Affermò la propria autorevolezza come linguista e fu significativo promotore dell’istanza linguistica del neopurismo, tesa a bandire dalla lingua italiana neologismi non adeguati alla struttura della lingua e voci straniere, proponendo invece neologismi che rispettassero maggiormente tale glottotecnica.

Gianfranco Contini

Contini da itwikipediaorg

Giancarlo Contini, da http://www.it.wikipediaorg

Allievo dello studioso di filologia romanza Santorre Debenedetti, Gianfranco Contini (1912-1990) entrò nell’entourage degli allievi di Augusto Monti, un crogiuolo culturale che avrebbe offerto studiosi insigni quali Leone Ginzburg, Massimo Mila, Cesare Pavese…, tutti consulenti della casa editrice Einaudi -e dello stesso Giulio Einaudi Contini fu collaboratore e amico-.
Contini fu docente universitario di filologia romanza presso l’Accademia della Crusca a Firenze, poi a Pisa e a Friburgo e di nuovo a Pisa alla Scuola normale superiore, ma d’altronde contemporaneista nelle conversazioni culturali fuori aula, ed egli stesso infine ispiratore di una scuola e di un metodo filologici.
Diresse il Centro di studi di filologia dell’Accademia della Crusca, fu in seguito presidente della Società dantesca e inoltre socio nazionale dell’Accademia dei Lincei.
La cattedra a Firenze implicò la direzione degli Studi di filologia italiana (dal 1958 al 1963) con il Centro studi di filologia italiana (dal 1956 al 1970), la presidenza della Società dantesca, la condirezione della Nuova raccolta di classici italiani annotati per Einaudi e, per breve tempo, del Giornale storico della letteratura italiana, confermando il suo interesse per i testi italiani piuttosto che per la filologia romanza.
Il suo metodo filologico fu segnato, nelle sue parole di un’intervista rilasciata nel 1968, da un’«auscultazione molto attenta della superficie del testo». Prendeva le mosse, Contini, dagli studi di Spitzer e di Vossler, accantonandone però sia l’interesse per l’estetica astratta sia per l’indagine psicologistica, favorendo invece l’attenzione ai processi di evoluzione del distacco (lo “scarto” spitzeriano) dalla norma linguistica e stilistica, vicino ma distinto da La stilistica di Giacomo Devoto (è il titolo di un suo lavoro del 1950).
Su Ariosto, Petrarca, su Proust e Mallarmé, su Manzoni  e soprattutto sui Canti di Leopardi, Contini introdusse il suo nuovo metodo di critica delle varianti, che riprendeva l’analisi sistemica e strutturale desaussuriana (abbandonando quindi l’immobilismo della linea teorica crociana che si soffermava solo sul “lavoro finito”), e si accostava teoreticamente all’interesse per il plurilinguismo (termine da lui coniato), da Dante a Gadda.
Due direttrici stilistico-linguistiche attraversano la letteratura italiana dalle origini al Novecento, secondo Contini: l’una caratterizzata da ricchezza di registri lessicali e da un uso sperimentale del linguaggio, peculiarità queste di autori da Dante a Pascoli, a Gadda, a Pasolini, e che Contini definisce “plurilinguismo” appunto, l’altra, il monolinguismo, prende le mosse dal Petrarca e la sua scelta dell’uso di una lingua letteraria “alta”.
Nel 1937 Contini in particolare pubblicava il saggio Come lavorava l’Ariosto, contributo scientificamente fondante che costruiva un nuovo metodo di analisi dei testi e valorizzava in senso esegetico lo studio delle correzioni d’autore (sostenuto in ciò dal rilevante patrimonio di testimonianze di varianti d’autore della tradizione letteraria italiana), intendendo il testo in modo diacronico dinamico e non sincronico, statico e puntuale. Su Petrarca e il cosiddetto ‘codice degli abbozzi’ (ovvero ‘brutta copia’) del Canzoniere, e sulla grande quantità di codici in cui esso è pervenutoContini sperimentò il metodo, stabilizzandolo poi con l’analisi della scrittura e delle scritture dei Canti di Leopardi (lettura che diveniva anche innovativa proposta di un concetto di poetica in progress).
La stessa attenzione alla pluridimensionalità dell’opera nella sua scrittura, Contini testimonia sottolineando (come Giorgio Pasquali nella tradizione classica) la necessità di una filologia stemmatica, che non si basasse quindi sulle lezioni di un unico “miglior” manoscritto ma sulla ricostruzione multipartita di uno stemma (sotto l’attenzione di Contini, esemplarmente, quello del Saint Alexis).
L’attività esegetica si volse poi alla poesia contemporanea, da Montale a Ungaretti, da Saba a Cardarelli, e alla scrittura di Gadda; il filologo romanzo diede prova di sé abbinando il rigore del metodo alle competenze linguistiche e dialettologiche, con teorie coraggiose di impostazione strutturalistica (come sull’etimologia del termine «razza» ne I più antichi esempî di “razza”, proprio in Studi di filologia italiana, XVII [1959], pp. 319-327). Sotto la sua lente, inoltre, la poesia provenzale e francese, il teatro religioso medievale.
Tra le ultime opere, il Breviario di ecdotica del 1986.
Informazioni tratte tra l’altro da Enciclopedia Treccani (clic) e dalla divulgativa altalenante Wikipedia (clic); si consulti inoltre L’eredità di Contini (clic)

Domenico De Robertis

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Domenico De Robertis: la pala nell’Accademia della Crusca come “Intinto”, da wikipedia.it

Filologo oltre che critico letterario come il padre Giuseppe De Robertis, fu discepolo di Gianfranco Contini. Docente universitario a Torino, Cagliari, Pavia, Firenze, dove come Contini fu socio dell’Accademia della Crusca e ne diresse il Centro di Studi di Filologia Italiana e la rivista Studi di Filologia Italiana. Dedicò i suoi studi dapprima agli stilnovisti, sia evidenziando l’importanza per il loro studio del Canzoniere ‘Escorialense’ (il manoscritto di origine veneta, conservato alla Biblioteca di El Escorial, di cui dimostrò la precipuità per lo studio dei poeti stilnovisti appunto, in particolare Cino da Pistoia, e delle rime di Dante), sia pubblicando tra l’altro un’edizione commentata delle rime di Guido Cavalcanti. Si volse poi a Dante Alighieri pubblicando una monografia sulla Vita nuova e l’edizione critica in 5 tomi delle Rime. Importante, al riguardo, che egli intendesse i canzonieri quali strutture organiche e non semplicemente dei contenitori di testi. Il suo studio si estese a Petrarca, al Morgante di Pulci, alla poesia del Quattrocento e ai Cantari (le narrazioni novellistiche in versi diffuse fra Tre e Quattrocento). Riprese il lavoro di commento del padre Giuseppe ai Canti di Leopardi, ampliandolo, e pubblicò di essi un’edizione critica. Rilevanti i suoi studi novecenteschi, su Dino Campana e Giuseppe Ungaretti.
Informazioni tratte tra l’altro dalla voce su Enciclopedia Treccani (clic) e dalla divulgativa Wikipedia (clic)

 

(2017):

Direttore

Aldo Menichetti

Menichetti multimedia.quotidianonet

Aldo Menichetti, da multimedia.quotidianonet

Aldo Menichetti (1935-) è professore emerito di Filologia romanza presso l’Università di Friburgo dopo avervi insegnato dal 1968 al 2005; fu docente di Filologia italiana all’Università di Losanna. Membro dell’Accademia Ambrosiana e dell’Accademia della Crusca, di quest’ultima dirige il Centro di filologia italiana e la rivista qui in oggetto. Ha curato le edizioni delle Rime di Chiaro Davanzati e di quelle di Bonagiunta da Lucca. Ha pubblicato volumi sulla metrica italiana e contributi sulla lirica latina, francese, occitanica, italiana del Medioevo e su alcuni poeti del Novecento.
Ad oggi (2017) è vicepresidente (emerito) dell’Accademia della Crusca, di cui è tuttora membro.

.

 

Comitato di direzione e redazione

Francesco Bausi; Rosario Coluccia; Lino Leonardi; Alessandro Pancheri; Giuliano Tanturli; Harald Weinrich.

La rivista nella sua storia ospitò firme di collaboratori di estrazione internazionale:

Studi di filologia italiana 1964.22

I. Baldelli, G. Bardazzi, R. Bettarini, E. Bogani, P. Bongrani, F. Brambilla Ageno, A. Bruni Bettarini, M. Burlamacchi, G. Capovilla, L. Caretti, A. Castellani, G. Castellani, F. Cecco, G. Ciani, R. Coluccia, G. Dancygier, M. Danzi, D. De Robertis, G. Dilemmi, N. Ebani, M.S. Elsheikh, D. Fachard, P. Gibellini, G. Gorni, M.A. Grignani, P. Innocenti, P. Höybye, L. Lazzerini, L. Leonardi, V. Lippi Bigazzi, S. Longhi, C. Maggi, M. Martelli, F.F. Minetti, M.L. Molteni, C. Montagnani, A. Morino, D. O’Connor, S. Orlando, G.A. Papini, S. Pasquali, S. Pieri, S. Pillinini, L. Poma, G. Porta, C. Riccardi, A. Rocca, P. Sarzana, G. Savino, S. Sbarra, L. Serianni, G. Staccioli, G. Tanturli, P. Tomasoni, C. Vela, T. Zanato e aa.

La cadenza è annuale / periodicità irregolare.

Editore  

Dei fascicoli in Emeroteca (1972-1988), editore risulta C. Sansoni, Firenze negli anni dal 1972(n.30) al 1975(n.33); dal 1976 l’edizione ritornò “presso l’Accademia della Crusca” (Le Lettere), Firenze.

Le rubriche in Sommario: Notizie sull’Accademia; Notizie sul Vocabolario; Albo degli Accademici; Indice dei nomi; Indice dei manoscritti; Statuto, regolamento interno, regolamento organico del personale (in 34.1976).

Descrizione biblioteconomica

*Studi di filologia italiana. – Vol. 1 (1927)- . – Firenze : Sansoni, 1927-. – v. ; 24 cm ((Periodicità irregolare; annuale (1950-); Poi sottotit.: Bollettino annuale dell’Accademia della Crusca; Poi editore: presso l’Accademia della Crusca (1976-); poi: Le lettere

Online

Spogli dei fascicoli della rivista (saranno ospitati?)  su www.italinemo.it (clicca qui in dettaglio).
Sul sito dell’Accademia della Crusca (clic, clic), all’interno dello spazio dedicato alle riviste pubblicate (clic), in dettaglio (clic) alcuni spogli della rivista in oggetto (sul sito dell’Emeroteca sono presentati in maniera indipendente, anche per problemi di connessione internet; per alcuni fascicoli più recenti è disponibile anche l’abstract.

IN EMEROTECA

[DA AGGIORNARE] In Emeroteca si conservano 16 fascicoli della Rivista, dal 1972 al 1988 (tranne il 1987), con 16 annate complete.

Vedi disponibilità d’archivio: Studi di filologia italiana (PDF – clic).

DESCRIZIONE FISICA DELLE RIVISTE e SOMMARI E INDICI

Per singolo esemplare in possesso della Emeroteca si dà qui nota specifica e autoptica, inoltre si segnalano dai Sommari i nomi degli Autori ospitati e i titoli dei Contributi più interessanti.

 

Studi di Filologia italiana. Bullettino della R. Accademia della Crusca  
   
a.1927: a.1    
… [non in Emeroteca]
Studi di Filologia italiana. Bollettino annuale dell’Accademia della Crusca  
Editore: G.C. Sansoni, Firenze  
a.1972: a.30    
a.1972:a.30, vol.30(1972) [annuale]
a.1972:v.30

Contributi di: A. Castellani, L. Serianni (Ricerche sul dialetto aretino nei secoli XIII e XIV), M.S. Elsheikh, S. Pieri, G. Gorni (Nuove rime di Leon Battista Alberti), G. Gorni (Atto di nascita di un genere letterario: l’autografo dell’elegia Mirzia), M. Martelli, D. De Robertis, M. Martelli (La composizione del Canto notturno), R. Coluccia (Ancora sull’etimologia di ‘razza’: discussione chiusa o aperta?) e aa.

a.1973:a.31, vol.31(1973) [annuale]
 FlorioNewDictionary a.1973:v.31

Contributi di: I. Baldelli, A. Morino, G.A. Papini, D. Fachard, D. O’Connor (Voci non spiegate nei dizionari di John Florio [n.b. Su Giovanni Florio, si veda la voce su Enciclopedia Treccani –clic– ], D. Gibellini (Le varianti autografe dei sonetti romaneschi di G.G. Belli), G. Dancygier.

a.1974:a.32, vol.32(1974) [annuale]
a.1974:v.32

Contributi di: M.S. Elsheikh, A. Bruni Bettarini, M. Burlamacchi, P. Höybye (Glossari italo-tedeschi del Quattrocento), G.A. Papini, I. Ciani (Sull’Intermezzo di Gabriele D’Annunzio), C. Maggi (Ungaretti tra Francia e Italia in “La Guerre”), M.A. Grignani (Per una storia del testo di “Xenia”), A. Castellani, R. Bettarini (Ancora su Jacopone e sul Laudario urbinate)

a.1975:a.33, vol.33(1975) [annuale]
  a.1975:v.33

Contributi di: F.F. Minetti, S. Sbarra, G. Gorni (Novità su testo e tradizione delle Stanze di Poliziano), M. Martelli, C. Riccardi (Gli abbozzi del “Mastro-don Gesualdo” e la novella “Vagabondaggio”), P. Gibellini (Per la cronologia di “Alcione”)

– Editore: presso l’Accademia della Crusca, Firenze
a.1976:a.34, vol.34(1976) [annuale]
  a.1976:v.34

Contributi di: S. Pasquali (Due sequenze in volgare del secolo XIII); G. Gorni, A. Castellani, S. Orlando, G. Porta, P. Tomasoni, G. Dilemmi, S. Longhi, G.A. Papini, L. Lazzerini

a.1977:a.35, vol.35(1977) [annuale]
  a.1977:v.35

Contributi di: D. De Robertis, G. Porta, L. Lazzerini, P. Innocenti, G. Bardazzi (Storia testuale del primo Carmagnola), E. Bogani (I versi del Foscolo “To Callirhoe”), C. Riccardi (Il problema filologico di Vita nei campi), I. Ciani (Les lions rouges di Gabriele D’Annunzio), P. Sarzana (Le varianti di Senilità); A. Rocca (Fra le carte di Guido Gozzano: materiali autografi per I colloqui)

a.1978:a.36, vol.36(1978) [annuale] a.1978:v.36

Contributi di: S. Orlando (Un piccolo canzoniere di rime italiane del secolo XIII (1288)), G. Gorni (“Guido,i’ vorrei che tu e Lippo ed io” (sul canone del Dolce Stil Novo)), D. De Robertis (Amore e Guido ed io…) (relazioni poetiche e associazioni di testi), V. Lippi Bigazzi (I volgarizzamenti trecenteschi dell’“Ars amandi” ovidiana), A. Bettarini Bruni (Notizia di un autografo di Antonio Pucci), F. Di Benedetto (Un sonetto crittografico in dialetto veneto), G. Dilemmi (Esordi asolani di Pietro Bembo (1496-1505)), M. Martelli (Un nuovo autografo di Niccolò Machiavelli), L. Capra (Ripasso di un manoscritto della “Liberata”), R. Bettarini (Appunti sul “Taccuino” del 1926 di Eugenio Montale) e aa

a.1979:a.37, vol.37(1979) [annuale] a.1979:v.37

Contributi di: G. Savino (Ignoti frammenti di un “Tristano” dugentesco), G. Gorni (Una proposta per “Messer Brunetto”), C. Ciociola (Un’antica lauda bergamasca (per la storia del serventese)), e aa.

a.1980:a.38, vol.38(1980) [annuale] a.1980:v.38

Contributi di: G. Savino (Uno scampolo dugentesco sul prender moglie), A. Bettarini Bruni (Un quesito d’amore tra Pucci e Boccaccio), T. Zanato (Sul testo del “Comento” laurenziano), D. De Robertis (Per l’edizione critica del “Dolore” di Giuseppe Ungaretti), e aa.

a.1981:a.39, vol.39(1981) [annuale] a.1981:v.39

Contributi di: T. Zanato (Un nuovo codice del “Comento” laurenziano), S. Pillinini (Traguardi linguistici nel Petrarca bembino del 1501), M. Martelli (La struttura deformata: studio sulla diacronia del capitolo III del “Principe”), C. Vela (Un manoscritto bolognese di rime di Pietro Bembo), e aa.

a.1982:a.40, vol.40(1982) [annuale] a.1982:v.40

Contributi di: P. Bongrani (Nuovi contributi per la “Grammatica” di Leon Battista Alberti), M. Danzi (Per l’edizione delle “Rime” di Matteo Bandello: estravaganti inedite e proposte di attribuzione), L. Poma (Il vero codice Gonzaga (e prime note sul testo della “Liberata”), G. Capovilla (Sulla formazione di “Myricae”), G. Castellani (Il “Canzoniere” di Saba. Note di bibliografia e questioni testuali. Proposte per una nuova edizione) e aa.

a.1983:a.41, vol.41(1983) [annuale] a.1983:v.41

Contributi di: R. Bettarini (Lo stilema della derelitta), L. Poma (La seconda edizione Bonnà della “Liberata”), F. Cecco (Per l’edizione critica dei “Malavoglia”), N. Ebani (Il “Ciocco” di Pascoli (edizione critica))

a.1984:a.42, vol.42(1984) [annuale] a.1984:v.42

Contributi di: G. Tanturli (La terza canzone del Cavalcanti: Poi che di doglia cor conven ch’i’ porti), G. Staccioli (Sul ms. Hamilton 67 di Berlino e sul volgarizzamento della “IV Catilinaria” in esso contenuto), D. De Robertis (A norma di stemma (per il testo delle rime del Boccaccio)), F. Brambilla Ageno (Due note testuali sul “Discorso intorno alla nostra lingua” del Machiavelli), C. Riccardi (La prima “Colonna infame”: l’“Appendice storica” e la copia), M. Perugi (James Sully e la formazione dell’esteica pascoliana), C. Maggi Romano (Nuove carte per l’edizione critica dell’”Allegria”: Ettore Serra e “Il porto sepolto” del ’23) e aa.

a.1985:a.43, vol.43(1985) [annuale] a.1985:v.43

Contributi di: D. De Robertis (Contiguità e selezione nella costruzione del canzoniere petrarchesco), M.L. Molteni (I manoscritti N e Es3 della “Liberata”), C. Riccardi (Un’appendice critica alla prima “Colonna infame”: la digressione “sulla posterità”), L. Caretti (Uno ‘scartafaccio’ di Vittorio Sereni) e aa.

a.1986:a.44, vol.44(1986) [annuale] a.1986:v.44

Contributi di: T. Zanato (Gli autografi di Lorenzo il Magnifico: analisi linguistica e testo critico), N. Ebani (Appunti sull’“Anno Mille” di Giovanni Pascoli) e aa.

a.1988:a.46, vol.46(1988) [annuale] a.1988:v.46

Contributi di: L. Leonardi (Per il problema ecdotico del laudario di Jacopone: il manoscritto di Napoli), C. Montagnani (Per l’edizione dell’“Orlando innamorato”: una premessa linguistica) e aa.

 

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